Dal diario di Amorma – dal fato alla libertà

Tra le numerose sfide che mi hanno destabilizzata e confusa, portandomi quasi all’autolesionismo, c’è stato il mio rapporto con il genere maschile.  Un padre poco presente, a cui dovevo costantemente dimostrare di essere all’altezza di ogni situazione, che imponeva la sua autorità come misura e simbolo di

potere.  Sposata giovanissima, la prima volta, e presto separata, ho continuato a cercare negli uomini ciò che mi mancava, dimostrando poco rispetto e amore per me stessa.  Ho vissuto innumerevoli esperienze, molte delle quali sono sfocate nella memoria, tanto da non ricordarne i nomi o i volti. Tuttavia, l’imprinting delle sensazioni, emozioni e dei lasciti è rimasto forte dentro di me. Le tre situazioni più incisive le ho riconosciute solo dopo essermi distaccata dal karma depotenziante.

Le dinamiche comportamentali hanno sempre seguito gli stessi schemi.

Partendo da una condizione di sovrappeso significativo, passavo a un forte dimagrimento per acquisire autostima e, con intraprendenza e sfrontatezza, atteggiamento di compiacenza e sessualità, conquistavo l’uomo che mi interessava.

Dopo l’entusiasmo iniziale, l’interesse calava fino a non desiderarlo più e a volere altro. Tuttavia, per paura del tradimento, mi creavo una barriera esterna fatta di grasso e trascuratezza.

Ma questo non era sufficiente a frenare il mio desiderio di altro. Così, ripetutamente cercavo di dimagrire per piacere e per migliorare la mia autostima, tanto da essere pronta a intraprendere una nuova fase di conquista con un nuovo partner, utilizzando i rimedi più estremi:

Piscofarmaci dimagranti, bulimia, anoressia, diete drastiche al limite della violenza.

Iniziando il percorso di distaccamento dal karma depotenziante, ho cominciato a cercare dentro di me, nella potenza della mia anima, il significato del vero amore per me stessa. Mi sono convinta sempre di più che non sarà un uomo a darmi quell’amore che tanto cerco. Se imparerò a bastarmi, creerò lo spazio per accogliere ciò che è giusto per il mio supremo bene. Essere in buona forma fisica e in salute, che non significa essere magri o anoressici, ma semplicemente in forma, mi fa sentire giusta per me stessa.

Paso dopo passo non avrò più bisogno di riempirmi di cibo, sarà più facile sentirmi sazia di amore, perché sarà il mio amore, che non dipenderà da nessuno dall’esterno. È questo il percorso che sto proseguendo con fiducia; ora, quando un uomo si avvicina, lascio che sia la mi anima a riconoscerlo e non i miei bisogni oppure vuoto interiore. Questo non vuol dire che non voglia formare una coppia, ma che il mio e suo ruolo permangano sempre nella dignità.

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