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Nella vita e fino alla sua naturale conclusione accadono molti eventi. Dai più piccoli, quasi insignificanti che si dimenticano, a quelli più importanti che possono determinare un cambiamento importante o sostanziale di rotta della vita. 
Nel periodo prenatale accadono molte cose. Anche se non sembra, quello che la madre (e anche il padre in misura diversa) hanno vissuto nei loro pensieri, emozioni e sentimenti durante il periodo della gravidanza, ha avuto un’influenza sul futuro nascituro. È importante ciò che si è provato nel canale della nascita, subito dopo la nascita, nei primi anni di vita, nell’infanzia, adolescenza, giovane età fino ad arrivare al momento presente.
Soprattutto nei primissimi mesi e anni di vita, quando il bambino impara il linguaggio dei grandi, è un acuto osservatore, che sente l’energia e osserva i modelli familiari; come “mamma e papà facevano le cose”. Seppur astruso, per il bambino piccolo, quello che fanno i genitori e come lo fanno, è quasi legge. Come mamma e papà si rivolgevano al bambino piccolo e cosa facevano con lui o lei è fondamentale e lo si custodisce nella propria intimità. Quello che accadeva con la madre e il padre o con altri educatori importanti presenti nell’infanzia, con fratelli e sorelle fa parte delle fondamenta di una persona, delle sue radici, e contribuisce alla sua identità e “a come la persona si vede”. Come i genitori (oppure altri educatori) si relazionavano tra di loro e facevano le cose di tutti i giorni. Le cose che si dicevano, come vivevano la vita in famiglia, il lavoro, come affrontavano eventi avversi e drammatici, come superavano le malattie.

Quali erano le loro frasi più ricorrenti e quanti di questi modi di dire fanno parte del linguaggio quotidiano della persona?

Anche la relazione tra fratelli ha una grande importanza. Forse di loro “si ricorda meno” e i ricordi sono meno immediati. Tuttavia, le influenze subite con e dai fratelli sono ancora più sommerse, più sottili, più difficoltose da riconoscere. Più trasparenti e più vincolanti. Sembrano meno significative e invece non lo sono.
In aggiunta, c’è anche quello che è accaduto ai nonni oppure zii, alla famiglia più estesa. Possiamo chiamare tutto questo le informazioni degli avi, della linea ascendente. Non per ultime, ci sono le informazioni dell’Anima, se si ammette la possibilità che l’Anima esiste e che vi è un qualche cosa che trascende il piano materiale.
Se la persona si è avvicinata al concetto di reincarnazione e della ripetuta esperienza dell’Anima in questo mondo, “sente” con chiarezza che “c’è” dell’altro. Per esempio profumi o suoni che all’improvviso richiamano una qualche cosa, una nostalgia, qualcosa che viene da lontanissimo, che però non si ricorda con nitidezza perché non appartiene all’attuale esperienza di vita. La persona capisce che quel ricordo le appartiene, ma non sa da dove viene.
Una persona di nuova conoscenza diventa immediatamente “familiare” e la relazione con questa nuova conoscenza scorre fluida e proficua. In un altro caso si reagisce con un’inspiegabile avversione, e con questa nuova conoscenza si crea una relazione conflittuale, complessa e tortuosa. Ci sono persone che hanno più relazioni amorose e quando cambiano partner, malgrado tutto l’impegno con il nuovo partner accadono sempre le stesse cose. Altre desiderano un buon posto di lavoro e lo perdono ripetutamente oppure l’azienda fallisce. Altri esempi sono l’alternanza di abbondanza e mancanza di denaro, malattie importanti o invalidanti, oppure incidenti gravi o decessi improvvisi che si ripetono nella famiglia. Le informazioni e immagini della famiglia sono attive anche nel sistema della persona e nella sua anima.

Tutto questo si chiama predestinazione.

Le informazioni e immagini possono sostenere e agevolare, facilitare l’attuale percorso di vita o fare il contrario come ostacolare, deviare, rendere complesso, incomprensibile, fino a quasi bloccare.
Esiste un cammino verso la libertà, la sovranità personale (leggi “about”), conoscendo meglio le immagini interiori. Si tende a fuggire dalle immagini che fanno paura, rabbia, tristezza, solitudine, senso d’impotenza, smarrimento, confusione, spavento. Immagini che ogni volta che tentano di riaffiorare sono così sconfortanti, dolorose e provocano tanta sofferenza, da cercare distrazioni per non doverle vedere. Immagini che non si comprendono, perché a volte neanche appartengono alla persona e che arrivano da un lontano dove. Immagini che il mondo fuori “richiama” dal magazzino individuale di informazioni.
Le immagini interiori si possono conoscere, nel tempo ordinare, come si riordina un armadio oppure un cassetto. Si tengono quelle che fanno sentire bene. Si lasciano andare quelle che non sono della persona o che sono pronte per essere archiviate con amore.
La persona impara a coltivare ciò che nutre i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi sentimenti e la sua Anima per incamminarsi verso una vita sana, più gioiosa e leggera, nella quale le cose scorrono fluide. Si libera da pesi e fardelli antichi che non rendono onore al suo attuale cammino e che rallentano obietti e sogni personali. Trova armonia con la sua famiglia di origine. Costituisce una propria famiglia nell’amore. Sta bene nel suo lavoro e ottiene promozioni e risultati che apportano gioia e soddisfazione. Frequenta sane amicizie. Impara a fare pace con persone vicine e lontane, con le quali si sono creati degli screzi oppure conflitti significativi, che durano anche da anni. Oppure fare pace con un luogo che ha dovuto lasciare contro la sua volontà per ritrovare nuove radici salde. Gestisce meglio situazioni dolorose e lutti. Ricorda la sua dimensione spirituale per stare in un buon equilibrio con la sua interiorità e la propria vita. La sovranità personale è al servizio del supremo bene della persona e, allo stesso contempo, al servizio per il progresso di un bene comune più ampio.

Il secondo paragrafo dell’Articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana [Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298]:

Recita:
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Come si coltivano consapevolmente le immagini interiori?
Il cliente sceglie un argomento che sta particolarmente a cuore e che sente prioritario per sé. Si accolgono le immagini che emergono spontanee, senza giudicarle o rifiutarle. Si “lascia parlare” le immagini, si fa ordine, tenendo ciò che è utile e lasciando andare quello che non serve più. Le sessioni sono indipendenti l’una dall’altra e rimane nella discrezione del cliente quanti incontri fare e con quale ritmo. Il cliente può interrompere il percorso in qualsiasi momento.

Alcuni dei benefici che mi vengono riferiti subito dopo le sessioni sono la leggerezza ritrovata, la chiarezza e lucidità. Più attenzione verso sé stessi e anche verso gli altri. Più accoglienza e compassione per sé stessi e per gli altri. Comunicare con naturalezza e tatto il proprio pensiero e postura interiore, senza ferire e nel rispetto di sé stessi e dell’interlocutore. Più attenzione e meno reazione emotiva e infantile. C’è più cuore e meno pensiero ridondante.

Sono un libero professionista del settore olistico, la cui professionalità rimane tutelata e disciplinata dalla Legge no. 4 del 14 gennaio 2013 in materia di professioni non organizzate in ordini e colleg iG.U. della Repubblica Italiana  https://bit.ly/3KGy92Y Oltre alla estesa presentazione di persona oppure on-line, all’inizio di ogni percorso invio la GDPR ed il Consenso Informato che devono essere letti e restituiti debitamente compilati e firmati e non accetto documentazione incompleta. Per scelta, non ho acquisto alcun titolo di laurea. Pertanto, se il Cliente è alla ricerca di un professionista della salute con laurea, lo invito a rivolgersi altrove.

Le prestazioni olistiche non costituiscono un trattamento medico o psicologico, né lo sostituiscono., Non sostituiscono prestazioni di altri professionisti iscritti in ordini e/o collegi. Lo Spiritual Practitioner non esegue diagnosi né terapie né prescrizioni mediche né qualsiasi tipo di atto medico e/o sanitario e non può – né deve – sostituire il medico o professionista della salute. Ogni richiesta d’informazioni inerente alla salute del cliente è per conoscenza del professionista e per essere tenuta in considerazione durante le prestazioni olistiche. Qualora lo Spiritual Practitioner ravvisassela necessità di un intervento più specifico e medico per la persona, sarà sua cura indirizzare il cliente a figure professionali specifiche e specializzate.

Disclaimer: per “Spirituale”; il risveglio della consapevolezza spirituale non si riferisce ad alcuna religione, organizzazione, scuola o corrente di pensiero di alcuna nazione oppure popolazione. È la naturale parte più ampia di vita dalla quale ogni essere umano proviene e della quale si è composti.

Lo stato di agitazione continuo

In seguito a circostanze ed eventi emotivamente impegnativi, traumatici, oppure complessità nel quotidiano, l’essere umano tende a rimane nella condizione di agitazione, irrequietudine e suscettibilità, ovvero nell’influenza del sistema nervoso simpatico.

Comunemente si parla di “stress”. Sotto “stress”, l’essere umano intrattiene relazioni sociali, private e professionali; prende decisioni più o meno importanti; assume nutrimento; accede al riposo, come può. Ne risentono sia gli aspetti sottili, come i pensieri, l’emozioni ed i sentimenti, così come anche il corpo fisico.

Gli effetti comunemente più noti dello stato di stress sono, per esemplificare e non a titolo esaustivo, l’aumento della frequenza del cuore e aumento della pressione del sangue; la costrizione di vasi sanguini di cute e organi interni con effetti sulla naturale funzionalità come, per esempio, il processo della digestione e del riposo; ritmo della respirazione alterata; alterazione dell’eliminazione di liquidi corporei. Confusione e disorientamento, irritabilità e nervosismo, calo dell’attenzione, disorientamento.


Relax profondo

La saggezza degli abitanti degli altipiani delle Ande, con una metafora ci insegna che “il giaguaro arrampicatosi sulla cima dell’albero, va riportato con le zampe per terra”. Si tratta di una pratica essenziale per la persona, per ritrovare sicurezza, calma e rilassamento, attraverso il riequilibrio del sistema nervoso, simpatico e parasimpatico. In elenco, alcuni degli effetti benefici (sempre a titolo di esempio e non esaustivo) dello stato di quiete e calma interiore, della centratura personale:

  • coadiuva la diminuzione della frequenza del cuore;
  • abbassamento della pressione del sangue;
  • ritmo più lento della respirazione che appare più ampia con effetto benefico per l’ossigenazione e nutrimento di tutti i tessuti e organi del corpo e non per ultima la cute, l’organo più esteso del corpo fisico;
  • coadiuva l’eliminazione dei liquidi corporei in eccesso;
  • la digestione;
  • il riposo notturno;
  • concentrazione e lucidità;
  • energia e vitalità;
  • benessere diffuso nei pensieri, emozioni e corpo fisico;
  • maggiore rendimento ed efficienza personali.

Il secondo paragrafo dell’Articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana [Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298]:

Recita:
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Come si fa nella pratica
Iniziale pratica di respirazione per esaurire “la velocità del quotidiano”.

In presenza, il professionista appoggia le sue mani su due punti lungo la colonna vertebrale della persona in posizione supina, e permane in questa posizione fino al completamento della pratica, mentre la persona che riceve il trattamento si rilassa. Nei migliori dei casi si addormenta. La pratica coadiuva la rigenerazione nei piani sottili (pensieri, emozioni) così come nel corpo fisico.

Da remoto, il professionista contatta i due punti energetici lungo la colonna vertebrale della persona che deve essere, tassativamente almeno seduta comodamente, meglio se sdraiata.
È vietato eseguire la pratica mentre la persona si trova in piedi, eseguendo delle attività e, soprattutto, mai alla guida di veicoli.

Durata del percorso
Per iniziare si suggerisce un incontro per settimana per 3 settimane consecutive;
due incontri ogni 15 giorni e infine,
un incontro al mese di mantenimento,
oppure quando la persona ne sente l’esigenza.

Tutti gli incontri rimangono svincolati uno dall’altro.

Sono un libero professionista del settore olistico, la cui professionalità rimane tutelata e disciplinata dalla Legge no. 4 del 14 gennaio 2013 in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi G.U. della Repubblica Italiana  https://bit.ly/3KGy92Y Oltre alla estesa presentazione di persona oppure on-line, all’inizio di ogni percorso invio la GDPR ed il Consenso Informato che devono essere letti e restituiti debitamente compilati e firmati e non accetto documentazione incompleta. Per scelta, non ho acquisto alcun titolo di laurea. Pertanto, se il Cliente è alla ricerca di un professionista della salute con laurea, lo invito a rivolgersi altrove.

Le prestazioni olistiche non costituiscono un trattamento medico o psicologico, né lo sostituiscono., Non sostituiscono prestazioni di altri professionisti iscritti in ordini e/o collegi. Lo Spiritual Practitioner non esegue diagnosi né terapie né prescrizioni mediche né qualsiasi tipo di atto medico e/o sanitario e non può – né deve – sostituire il medico o professionista della salute. Ogni richiesta d’informazioni inerente alla salute del cliente è per conoscenza del professionista e per essere tenuta in considerazione durante le prestazioni olistiche. Qualora lo Spiritual Practitioner ravvisassela necessità di un intervento più specifico e medico per la persona, sarà sua cura indirizzare il cliente a figure professionali specifiche e specializzate.

Munay nell’idioma quechua significa “amore” e Ki è l’energia; in parole semplici, il Munay-Ki è il potere dell’amore della Trascendenza. Nella consapevolezza che siamo Co-creatori del nostro mondo e della nostra via, il Munay-Ki è un invito a guardare attraverso gli occhi del cuore e ad agire con amore e amorevole fermezza..

Per gli abitanti degli altipiani andini, shaman è una persona che sa comunicare bene sia con il mondo visibile che con il mondo invisibile. È una persona che intuisce che la guarigione avviene già nei piani sottili e che ogni circostanza sfavorevole oppure malattia importante portano in sé e con sé anche il potenziale per coadiuvare la guarigione in senso più ampio,

Lo shaman coltiva un legame armonioso e fluido con la grande Madre Terra, allineato al battito del cuore, al respiro, all’ondeggiare di una dimensione che è più grande dell’individuo stesso. Lui ode, legge e parla il linguaggio della grande Madre e si adopera per il rispetto e la collaborazione benefica e continua con essa, per il bene di tutti.

Puoi consultare in internet l’etimologia della parola “sciamano”:
attraverso l’inglese shaman, e il russo šaman, da šamān, termine tunguso, che a sua volta finisce per risalire al sanscrito śramana ‘monaco’. Fonte https://unaparolaalgiorno.it/significato/sciamano

Poiché le iniziazioni shamaniche sono trasmissione energetiche, sono dedicate alle persone che hanno una naturale affinità per l’energia oppure alle persone che hanno una forte e tale curiosità spontanea da sentire nel proprio cuore il desiderio di intraprendere questo viaggio.
Di seguito, la parola “karpay” nell’idioma quechua significa rito oppure iniziazione.

RITO 1, l’iniziazione del guaritore, Hampe Karpay
Per potere essere un concreto sostegno per altre persone, è fondamentale trasformare le proprie ferite interiori in opportunità di guarigione. Quest’energia collega la persona alla linea energetica di tutti i guaritori passati, presenti e futuri.

RITO 2, le fasce di protezione e potere, Chumpi Karpay
L’energia coadiuva e rinforza la connessione con l’essenza degli elementi della natura, terra, acqua, fuoco, aria ed akash che significa spazio/energia priva di forma.

RITO 3, l’iniziazione dell’armonia, Ayni Karpay
Lasciare andare ciò che viene chiamato il proprio passato e rinnovare spazio per il nuovo in divenire. Trasformare la paura in amore puro. Intraprendere il viaggio della propria esistenza. Coltivare una visione più ampia che da attenzione al dettaglio senza perdere di vista la completezza.

RITO 4, l’iniziazione del veggente, Kawak Karpay
Guardare e vedere attraverso il proprio cuore. L’armonia e il resiliente equilibrio tra la visione umana ordinaria e la visione di chi sa guardare con amore e compassione e divino acume.

RITO 5, l’iniziazione del guardiano del quotidiano, Mampa Mesayok Karpay
I guardiani del quotidiano sono persone che dedicano attenzione alla comunità più estesa. Che ogni giorno, nel proprio altare, rivolgono un pensiero, un’invocazione per il bene della collettività. La connessione equilibrata con l’energia femminile.

RITO 6, l’iniziazione del custode della saggezza, Alto Mesayok Karpay
I custodi della saggezza sono attenti all’essenza della natura e dei suoi ritmi; negli altipiani delle Ande sono conosciuti per la loro abilità di manifestare pioggia e fulmini e per la connessione con i grandi spiriti guardiani delle montagne, gli apus.

RITO 7, l’iniziazione del custode della terra, Kurak Akuyek Karpay
I custodi della terra vedono la vita attraverso la sapienza del sole e delle stelle che ci illuminano. Essi esercitano la propria benefica influenza a livello planetario per il bene di tutt;. Esseri umani, animali, piante e minerali, per la vita in sé. Sanno trasmettere la loro conoscenza e saggezza in modo semplice e discreto.

RITO 8, l’iniziazione del Nuovo, Mosoq Karpay
Ciò che ancora “sta scritto nelle stelle”. Solo una mente aperta, resiliente al cuore e educata alla pura intenzione ed al puro amore può aprirsi e concepire visione profetiche. L’uomo che va oltre l’uomo. L’uomo che diviene luce e vede con consapevole lucidità il divenire.

RITO 9, L’iniziazione del Creatore, Taitanchis Rantis Karpay
Nulla accade per casualità e vi è una causalità negli eventi. L’uomo inconsapevole manifesta la sua energia spirituale impregnata della sua predestinazione e rimane in cicli ripetitivi e viziosi. L’uomo consapevole manifesta con amore e per il bene collettivo. Co-creare non è solo un privilegio, è anche una responsabilità che esige coraggio e molto amore per questo mondo.

RITO 10, L’iniziazione delle Donne che si sono liberate dalla sofferenza, Kismas Karpay
Dedicata alle Signore dalle donne che hanno saputo liberarsi da dolore e sofferenza. La vita che trova gestazione in un utero libero da condizionamenti e da emozioni e sentimenti ridondanti, infecondi e sterili. Non solo per la vita nascitura, il grembo è altresì luogo di ospitalità fertile per idee e progetti nuovi in divenire.

Come si fa?
Nelle sessioni dedicate ai riti del Munay-Ki si incomincia con una cerimonia per esaurire pensieri, emozioni e stati di malessere e preparare il sistema energetico a ricevere il rito.
Segue con un esercizio di meditazione propedeutico al rito del Munay-Ki.
Si continua con la trasmissione energetica che chiamiamo iniziazione oppure rito.
Si prosegue con un esercizio di meditazione per integrare il rito nel sistema energetico della persona.
Alcune iniziazioni richiedono una semplice preparazione che viene spiegata con cura al momento della definizione dell’appuntamento per il rito.
Dopo il rito ci sono degli esercizi da fare a casa, in autonomia in modo da rimanere in contatto con l’energia del rito, coltivarla, farla fiorire e rafforzarne la connessione.
Le iniziazioni sono consecutive e si può scegliere con quale ritmo proseguire, il tempo che intercorre tra una e l’altra. In qualsiasi momento si può interrompere il percorso e risulta inadatto.

Il secondo paragrafo dell’Articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana [Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298]:

Recita:
“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Sono un libero professionista del settore olistico, la cui professionalità rimane tutelata e disciplinata dalla Legge no. 4 del 14 gennaio 2013 in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi G.U. della Repubblica Italiana  https://bit.ly/3KGy92Y Oltre alla estesa presentazione di persona oppure on-line, all’inizio di ogni percorso invio la GDPR ed il Consenso Informato che devono essere letti e restituiti debitamente compilati e firmati e non accetto documentazione incompleta. Per scelta, non ho acquisto alcun titolo di laurea. Pertanto, se il Cliente è alla ricerca di un professionista della salute con laurea, lo invito a rivolgersi altrove.

Le prestazioni olistiche non costituiscono un trattamento medico o psicologico, né lo sostituiscono., Non sostituiscono prestazioni di altri professionisti iscritti in ordini e/o collegi. Lo Spiritual Practitioner non esegue diagnosi né terapie né prescrizioni mediche né qualsiasi tipo di atto medico e/o sanitario e non può – né deve – sostituire il medico o professionista della salute. Ogni richiesta d’informazioni inerente alla salute del cliente è per conoscenza del professionista e per essere tenuta in considerazione durante le prestazioni olistiche. Qualora lo Spiritual Practitioner ravvisassela necessità di un intervento più specifico e medico per la persona, sarà sua cura indirizzare il cliente a figure professionali specifiche e specializzate.

Disclaimer: per “Spirituale”; il risveglio della consapevolezza spirituale non si riferisce ad alcuna religione, organizzazione, scuola o corrente di pensiero di alcuna nazione oppure popolazione. È la naturale parte più ampia di vita dalla quale ogni essere umano proviene e della quale si è composti.

Marina Baldo Marinatto – Spiritual Practitioner

Volersi bene è sapere rimanere nell’amore – indipendentemente da